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Febbraio
2005
"Si è fatto il possibile !”
Due mesi dopo il maremoto,
Gianna Bernasconi,
è passata dalla fase degli aiuti d'urgenza a quella di
sostegno finanziario assistendo chi per molte settimane
ancora ha risentito i gravi disagi provocati
dalla catastrofe.
Sul fronte del maremoto l’aiuto continua in modo capillare.
1'200 famiglie di pescatori assistite con sussidi in
contanti, fino alla consegna delle barche
35 negozianti riforniti di
materiale di base necessario per riprendere piccole attività
commerciali
50 fra vedove e orfani dello
Tsunami assistite in modo particolare. Aiuto urgente
a centinaia
di persone durante i primi giorni dopo il disastro.
18 barche con motori e reti donati a gruppi di 3-4 famiglie e 30
catamarani.
Assegnati secondo i bisogni reali dei villaggi interessati.
Giugno 2005
"Molto
è stato fatto grazie alla raccolta fondi sostenuta a suo
tempo da Monsignor
Vescovo Piergiacomo Grampa
e organizzata in collaborazione col
Giornale del Popolo
Ma il lavoro, grazie alla presenza continua sul posto di
Gianna
Bernasconi non conosce sosta.
Prosegue il monitoraggio delle famiglie povere di pescatori,
più colpite, per provvedere ai loro bisogni contingenti.I piccoli commercianti di Mahabalipuram, che avevano perso
tutto, hanno ricevuto un sussidio che ha permesso di
riprendere le attività.In alcuni villaggi si stanno
realizzando sale multiuso, strutture polivalenti di grande utilità per i
gruppi sociali meno abbienti.
La nostra associazione si è impegnata a sostenere progetti
educativi straordinari rivolti a giovani le cui famiglie
sono state gravemente colpite dallo TSUNAMI
(perdita di uno o entrambi i genitori).
Questo indispensabile sostegno finanziario, gestito in
collaborazione col centro Marialaya di Chennai, permetterà a
un centinaio di giovani, sull'arco di quattro anni, di
completare un ciclo competo di formazione
professionale e l'inserimento nel mondo del lavoro.
Ottobre 2005
Inaugurazione della nuova sala multiuso a Mahabalipuram
sponsorizzata da TELE TICINO

Gianna riferisce della grande riconoscenza di tutta la
popolazione dei numerosi villaggi interessati che hanno
partecipato numerosi alla festa presieduta
dal sindaco di Mahabalipuram e dal rappresentante
anziano della
comunità dei pescatori.
LA COMUNITÀ DI PESCATORI DI MAHABALIPURAM RINGRAZIA TUTTI I
DONATORI
Febbraio 2006
Inaugurazione della nuova sala multiuso 2 a Mahabalipuram
sponsorizzata dal GIORNALE DEL POPOLO
Con Gianna per ridare la speranza a tanta gente
(La grande ondata di
solidarietà dopo lo tsunami)
Ancora
qualche tempo e poi di tsunami non si parlerà quasi più. Per
migliaia di persone rimarrà il segno incancellabile della
tragedia, della disperazione e del lutto. Ma per molti,
fortunatamente, il segno della solidarietà contribuirà, insieme
con il tempo, ad attenuare i ricordi tristi permettendo di
accrescere la speranza in un f uturo migliore.
Al rientro dal nostro recente sopralluogo in India possiamo
affermare che tutti i numerosi amici, che hanno risposto con
generosità e slancio nel momento del bisogno, hanno contribuito
in modo concreto al raggiungimento di questo obiettivo e
l’ondata benefica che hanno generato non si é ancora esaurita.
Gianna Bernasconi, parallelamente all'attività di aiuto sociale,
che svolge normalmente, si é prodigata con tutte le sue energie
per dare la migliore destinazione ai fondi raccolti dopo il
disastro. Lo ha fatto con la grande esperienza dei suoi 40 anni
in India al servizio della gente povera, aiutando con umiltà
e amore.
"Avere i soldi a disposizione non basta! Bisogna sapere come,
quando e per chi spenderli."
Quante volte ha sottolineato questo concetto, fondamentale per
chi vuole operare in questa direzione.
Seguendo questo principio, l'aiuto è stato intrapreso con la
certezza di poter rispondere sempre in modo affermativo
all’interrogativo che spesso molti si pongono: "Ma i soldi
andranno a finire bene?"
Un
giorno di festa
Articolo
del GDP di
Giovanni Cansani e Silvano Montanaro
Con
Gianna per ridare la speranza a tanta gente
(La grande ondata di solidarietà dopo lo tsunami)
Giovanni Cansani e Silvano Montanaro
GdP febbraio 2006
Ancora
qualche tempo e poi di tsunami non si parlerà quasi
più. Per migliaia di persone rimarrà il segno
incancellabile della tragedia, della disperazione e del
lutto. Ma per molti, fortunatamente, il segno della
solidarietà contribuirà, insieme con il tempo, ad
attenuare i ricordi tristi permettendo di accrescere la
speranza in un futuro migliore. Al rientro dal nostro
recente sopralluogo in India possiamo affermare che
tutti i numerosi amici, che hanno risposto con
generosità e slancio nel momento del bisogno, hanno
contribuito in modo concreto al raggiungimento di questo
obiettivo e l’ondata benefica che hanno generato non si
é ancora esaurita.
Gianna Bernasconi, parallelamente all'attività di aiuto
sociale, che svolge normalmente, si é prodigata con
tutte le sue energie per dare la migliore destinazione
ai fondi raccolti dopo il disastro. Lo ha fatto con la
grande esperienza dei suoi 40 anni in India al servizio
della gente povera, aiutando con umiltà e amore.
"Avere i soldi a disposizione non basta! Bisogna sapere
come, quando e per chi spenderli." Quante volte ha
sottolineato questo concetto, fondamentale per chi vuole
operare in questa direzione. Seguendo questo principio,
l'aiuto è stato intrapreso con la certezza di poter
rispondere sempre in modo affermativo all’interrogativo
che spesso molti si pongono: "Ma i soldi andranno a
finire bene?"
Un giorno di festa
Lunedì 27 febbraio é stata una giornata particolarmente
intensa. Siamo partiti presto, come Gianna aveva
stabilito, per evitare il traffico del mattino che a
Chennai è a dir poco monumentale. Tre quarti d'ora buoni
per uscire dalla città e poi, lungo la litoranea, si
scende per una cinquantina di chilometri fino alla
periferia di Mahabalipuram. Sulla destra, a un centinaio
di metri dalla strada, ecco il piccolo cantiere dove sta
sorgendo la seconda di tre sale multiuso realizzate per
le comunità di pescatori di questa zona particolarmente
colpita. Rappresentano uno degli obiettivi della terza
fase dell'aiuto, quella a lungo termine.
Sono le dieci e mezza circa, il sole va e viene ma il
caldo si fa sentire (34°C) . Sotto il tendone, allestito
per la cerimonia, ci aspettano le autorità e la gente
del posto. Sono, in parte, le stesse persone alle quali,
più di un anno fa, nel corso della prima fase del nostro
sostegno, erano stati distribuiti i sussidi di
sopravvivenza, subito dopo la tragedia.
Come è consuetudine in India, i nostri nomi figurano sui
cartelli di benvenuto e non mancano le ghirlande di
fiori, segno di gratitudine e affetto per gli ospiti
d’onore. Si comincia con i discorsi ufficiali da parte
del sindaco di Mahabalipuram e di Mr. Hariharan,
direttore dell’ICWO (Indian Community Welfare
Organisation) che ha coordinato i lavori. A Gianna
l’onore di posare il primo simbolico mattone della sala
multiuso donata dal Giornale del Popolo, onore che viene
concesso anche agli altri due ospiti “coming from
Switzerland”. Il gruppetto di operai che per qualche
minuto aveva interrotto la sua attività, per darci una
mano con cazzuola, cemento e mattoni, riprende il
lavoro. E’ il momento delle fotografie con la placca di
marmo con la dedica, che sarà posta all'entrata
dell’edificio a costruzione ultimata. Giovanni, che
conosce bene questa gente, trova le parole adatte per
esprimere ai presenti l’affetto di tutti gli amici che,
da lontano con generosità e fiducia, hanno reso
possibile questa opera. Commozione, soddisfazione e
anche una punta di orgoglio per questo progetto,
riuscito grazie alla buona volontà e alla collaborazione
di tutti. Poi ringraziamenti, strette di mano, sorrisi e
saluti. Si riparte, di nuovo in macchina, per
raggiungere un’area a sud di Mahabalipuram, per
l’inaugurazione del “Fisherman Drinking Water Project”.
Ma prima una breve sosta al villaggio più vicino al
nuovo grande pozzo. Qui una famiglia era rimasta senza
casa, distrutta completamente in incendio. Ci ha pensato
Gianna a ricostruirla dimostrando, ancora una volta, la
sua capacità di dare aiuto al momento giusto nel modo
migliore. Taglio del nastro e poi gli auguri di rito, i
sorrisi e i ringraziamenti. Alcune migliaia di franchi
sono bastati per costruire una casetta di pochi metri
quadrati, comperare le suppellettili domestiche
indispensabili e ridare serenità a una famiglia che
aveva perso tutto.
Per la terza inaugurazione, sotto un lungo tendone, ci
sono i rappresentanti e la gente di diversi villaggi e
naturalmente tuttele autorità locali. Pozzo, stazione
di pompaggio e strutture di trasporto per l’acqua
potabile, un progetto vitale di cui beneficeranno gli
abitanti di una vasta zona costretti, da sempre, a
lunghi percorsi per procurarsi l’acqua.
La gente ascolta con attenzione le parole di chi
illustra l’importanza di questa nuova, quasi
incredibile, realtà: “Drinking Water”, acqua da bere a
pochi passi dalla propria abitazione.
Impossibile raccontare tutto e trasmettere
completamente quello che abbiamo vissuto e provato,
durante questa giornata indimenticabile, agli amici che
hanno reso possibili queste grandi cose. Possiamo
riportare l’immensa riconoscenza di tanta gente che
abbiamo incontrato e che prima di partire ci ha
ringraziato commossa nel modo più semplice: “Nandri!”
Grazie!
Un bilancio guardando al
futuro
Per finire, ci
sembra opportuno dare scarico di quanto fatto in
questo primo anno post tsunami. Ci spinge a farlo un
senso di profonda gratitudine verso coloro i quali ci
hanno sostenuto con generosità e costanza. E' solo
grazie a loro che possiamo essere operativi, che
possiamo garantire il minimo necessario a chi è nel
bisogno e può contare unicamente sul senso di
solidarietà degli altri.
Chiusa la fase di emergenza, durante quale abbiamo dato
a Gianna i mezzi per garantire la §sopravvivenza alla
gente così duramente colpita, nei mesi successivi si è
trattato di aiutare la popolazione a ritrovare un minimo
di sicurezza sociale all'interno della comunità: i
pescatori sono ritornati a praticare la loro attività
senza essere sradicati o obbligati a ricominciare nuove
e poco probabili professioni. I nuovi equipaggiamenti
ricevuti, barche, motori e reti, hanno permesso di
ricominciare con buona tranquillità. La costruzione di
sale polivalenti aiuteranno a ricreare quello spirito
comunitario tanto necessario per affrontare, tutti
assieme, le dure sfide quotidiane. Il Governo ha
promesso che garantirà prossimamente(speriamo!) gli
aiuti necessari per ricostruire le case spazzate via
dalla forza del mare.
Ma con Gianna abbiamo provato a guardare avanti, a
programmare con la gente il loro futuro, a pensare a
nuove collaborazioni per sostenerla e permetterle di
sperare in un avvenire migliore.
Bisognerà ora
concentrarsi sulle nuove generazioni, sui giovani che
costituiranno la società indiana di domani. Ci hanno
chiesto di aiutarli a garantirsi migliori opportunità
educative di base, condizioni minime favorevoli a
scolarizzazione di qualità per tutti. Anche nei villaggi
si spera di riuscire a metter fine all'attuale
precariato che obbliga la gente a fornire braccia lavoro
all'agricoltura o alla produzione di sale, in condizioni
poco sicure e poco pagate. L'India cresce in modo
impressionante e i giovani ora aspirano ad avere
opportunità di lavoro anche nell'industria, in piena
espansione, o addirittura nel settore terziario che
presenta pure possibilità interessanti di impiego: ma lo
potranno fare soltanto con una scolarizzazione completa
e sufficiente.
Ci siamo mossi in questo senso con garanzie di
collaborazione e aiuto alle Suore Salesiane che hanno
aperto scuole nei quartieri nord di Chennai toccati
dallo tsunami, al Guild of Service che gestirà progetti
educativi per tutti i figli delle famiglie di
Kelambakkam che nel passato hanno lavorato nella nostra
fattoria. Per i giovani dei villaggi circostanti Padre
Edward sta costruendo un internato e una scuola che
offrirà anche una formazione in informatica. Sono pure
state avviate trattative per finanziare un importante
centro scolastico a ciclo formativo completo nel
villaggio di Tirupattur: sarebbe nostra intenzione
dedicarlo a Bicetta Pagnamenta e a Mario P. Grassi che
per molti anni sono stati l'anima dei nostri movimenti
di solidarietà con l'India.
Ma, pur dovendo guardare avanti, non possiamo
dimenticare i nostri progetti "storici". Abbiamo potuto
confermare il nostro sostegno al lebbrosario di
Madhawaram, a Gianna per la gestione del suo
meraviglioso nuovo ospedale di Vadavanakkambadi. Si
tratta di infrastrutture sanitarie necessarie e alle
quali siamo, da sempre, molto legati. A Padre Tarcisius
continueremo a garantire supporto finanziario per le sue
attività con le donne degli slums di Chennai. Lo stesso
sostegno verrà mantenuto per Marialaya che si prende
cura dell'educazione e del reinserimento delle ragazze
di strada nella zona del porto. L'associazione ICWO
potrà ancora contare sul nostro aiuto per la lotta
all'AIDS: le persone contagiate troveranno aiuto e
supporto tramite gli assistenti di strada che hanno
realizzato un progetto di aiuto a donne con figli
contagiati dal terribile morbo che si sta estendendo
anche in queste zone del sud dell'India. Alla missione
di Polur verranno garantiti finanziamenti per la scuola
tecnica voluta dall'indimenticato Padre Francesco
Schlooz: qui una cinquantina di giovani volonterosi
potranno seguire un ciclo completo di formazione
artigianale. Non abbiamo nemmeno dimenticato la scuola
agricola di Sagayatotham: è qui che vengono impartiti
corsi biennali che permettono a giovani agricoltori di
migliorare le loro conoscenze tecniche nei vari campi
dell'agricoltura e dell'allevamento del bestiame.
Tramite queste nostre visite regolari possiamo restare
sempre all'erta, adeguando e aggiornando la portata dei
nostri interventi di sostegno. Si tratta di sapersi
costantemente adattare alle nuove necessità senza
tuttavia dimenticare i casi particolari e personali che
Gianna, prezioso punto di riferimento sul posto, segnala
nel corso della sua attività quotidiana: aiuto puntuale
a casi di famiglie in difficoltà, a persone che hanno
bisogno di una spinta per tentare di camminare da
sole... i casi della vita, insomma.
Lo possiamo fare
e continueremo a farlo proprio perché ci sostiene il
vostro prezioso, costante e necessario aiuto del quale
vi siamo molto grati anche a nome di tanti nostri poveri
amici indiani.
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